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Il Consorzio nasce con la finalità di promuovere lo sviluppo e la valorizzazione del territorio e dei beni naturali presenti nel Comune di Domusnovas nonché il miglioramento delle condizioni economiche, produttive e commerciali della territorio.

 

Il Consorzio Natura Viva si propone l’obbiettivo di gestire le seguenti attività:

  1. Gestire e recuperare il patrimonio naturale e archeologico del territorio;
  2. Promuovere lo sviluppo del territorio mediante manifestazioni regionali e nazionali;
  3. Gestire l’accesso alle Grotte di San Giovanni;
  4. Gestire l’area parcheggi e dell’ex Cava
  5. Gestire, coordinare e promuovere attività legate allo sviluppo turistico economico del compendio Grotte San Giovanni;
  6. Attività di gestione e promozione dell’organizzazione di manifestazioni fieristiche e di vendita di prodotti artigianali e alimentari connessi al territorio;
  7. Manifestazioni sportive connesse col territorio
  8. Gestire e coordinare e promuovere attività legate allo sviluppo turistico economico delle aree naturali ed archeologiche del territorio Comunale.

 

Per quanto sopra premesso il Consorzio come prima manifestazione di interesse manifesta la volontà di acquisire in gestione le seguenti strutture:

  1. GROTTE SAN GIOVANNI
  2. Complesso Nuragico “S’OMU E S’ORCU”

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ll prossimo passo che ci proponiamo di compiere è la bonifica dell’intera area dell'ex cartiera che a tutt’oggi è ancora inquinata e degradata a causa dell’incuria e dello sfruttamento indiscriminato negli anni.

Successivamente all’operazione di bonifica  auspichiamo la realizzazione di un’area verde e attrezzata con strutture sportive e servizi turistici fruibili da tutti. Qui puoi vedere in modalità virtuale il progetto in fase di realizzazione.

Visto il sito in cui è ubicata la cartiera e la maturata esperienza in bonifiche ambientali e valorizzazione del territorio e del patrimo naturalistico abbiamo l’obbiettivo di rilanciare l’immagine turistico ricettiva del territorio Domusnovese.

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 INFORMAZIONI COMPLESSO EX CARTIERA :

 

INQUADRAMENTO TOPOGRAFICO

Le strutture della Ex Cartiera sono ubicate nella zona nord-ovest del territorio comunale, in località San Giovanni, in un’area di Ha. 1.40.

Il complesso è inserito in un contesto naturalistico unico al mondo, a soli 300 m dall’ingresso delle Grotte di San Giovanni e accanto al rio omonimo.

 

CENNI STORICI

La prima attività industriale che entrò effettivamente in funzione a pieno regime nel territorio di Domusnovas fu la cartiera, voluta e costruita dal Conte Carlo Pilo Boyl nel 1833, nella stessa località dove si trova ancora oggi. Operò per alcuni decenni con ottimi profitti, ma dovette subire parecchie interruzioni, dovute alla malaria che non ne permetteva il lavoro estivo . La costruzione di questa fabbrica fu molto osteggiata dalla popolazione di Domusnovas, in quanto era ritenuta una potenziale fonte di inquinamento per il fiume San Giovanni ed, infatti, così la comunità domusnovese scrisse alle competenti autorità:

“ La comunità fortemente richiama contro del Consiglio facendo ogni particolare le più vive istanze per impedire l’erezione di quest’opera; atteso che si servono dell’ acqua che necessariamente abbisogna per bevere e deve essere custodita d’ogni sudiciume ed immondezza. Quindi gl’astanti Consiglieri risolvano prendere quei mezzi, che crederanno più opportuni per ovviare un tal inconveniente. I Consiglieri suddetti sentita la proposta del Sindaco concordemente deliberarono di ricorrere umilmente a S.E. affinchè il prelodato Signor Conte Boyl non venga a molestare questa Comunità volendo servirsi dell’acqua del nostro fiume per la fabbrica della Cartiera”.

Nonostante ciò la costruzione ebbe luogo e la fabbrica cominciò subito la sua attività, ma dopo alcuni anni in seguito a vari problemi la produzione della carta fu bloccata.

A metà del secolo (1857) la cartiera, oramai abbandonata fu acquistata dal Conte Beltrami, che la trasformò in una fonderia, provocando anch’essa non pochi problemi di inquinamento del fiume, tanto da indurre in Consiglio Comunale ad imporre allo stesso Conte Pietro la costruzione a spese proprie di un acquedotto, dalla sorgente della grotta fino alla periferia nord del paese. Intorno al 1864 l’ impianto diventò di proprietà del Cavalier Semenza ma non fu reso attivo. La proprietà fu mantenuta dal Semenza fino agli ultimi decenni del secolo, quando passò nelle mani del sig. Bernardo Fabbricotti. Dall’inizio del XX secolo fu acquistata dalla Ditta Lotti &C. che la riattivò, ottenendo grossi risultati produttivi. Nel 1913 nella Cartiera Lotti lavoravano 34 operai, di cui 4 all’ aperto e 30 in locali chiusi. Questi lavoratori erano così ripartiti: n. 16 maschi sopra i 15 anni; 5 maschi sopra i 21; 10 femmine tra i 15 e i 21; 3 femmine sotto i 15 anni.

Nel 1912 la cartiera lavorò per 76 giorni nel 1° trimestre, 70 nel secondo e 78 nel terzo.

Nei locali erano presenti refettori e 5 latrine. Il lavoro era fatto con l’aiuto di motori meccanici a vapore di 50 cavalli vapore, inoltre era presente una turbina della forza di 85 cavalli.

Nel 1938 si ebbe una grande ristrutturazione della cartiera, cercando di adeguare gli impianti, ormai vecchi, con l’ introduzione di nuove tecnologie. Venne installata una caldaia a vapore che permetteva l’asciugatura dei fogli umidi della carta contemporaneamente alla loro produzione, in questo modo veniva eliminata la lenta asciugatura ad aria e così si otteneva più velocemente una maggior quantità di prodotto di ottima qualità. In questo periodo si iniziò ad utilizzare l’ energia elettrica che permise di sostituire le vecchie macchine con nuove più efficienti.

Nel 1950 la cartiera cambiò proprietario, i Lotti, infatti cedettero l’ azienda ad una società per azioni, l’ ingegnere milanese Freddiani era il socio di maggioranza. La fabbrica venne totalmente rinnovata in tutte le fasi di lavorazione, vennero installati nuovi macchinari e costruiti grandi magazzini per il deposito della paglia. Questa società, però, si trovò immediatamente in difficoltà, probabilmente a causa delle troppe sperimentazioni e della bassa qualità del prodotto.

Così nel 1954 il Freddiani abbandonò la società e gli subentrò il sig. Cellegrini, in quel periodo rappresentante generale per la Sardegna della Pasta Agnesi.

Il nuovo titolare della cartiera cercò subito di attuare delle modifiche agli impianti per ovviare ai troppi errori commessi nel passato. Venne installata una nuova caldaia a vapore, si collocarono le nuove molazze, che il Freddiani aveva eliminato sostituendole con i mulini a barre di ferro.

In questo modo aveva determinato la produzione di una pasta della carta non omogenea e quindi un prodotto finale scadente. Purtroppo, nonostante questi sforzi, l’ azienda fu dichiarata fallita nel 1956.

Nel 1956 la cartiera fu rilevata dalla ditta Marras, con la promessa di non licenziare nessun operaio. Iniziò la produzione con le vecchie macchine, ma presto iniziò un gran rinnovamento con la sostituzione della macchina principale, la nuova entrò in funzione nel 1960. Anche la altre attrezzature furono rinnovate ( spappolatori e raffinatori) e si incominciò ad utilizzare la cartaccia come materia prima. La ditta Marras continuò la sua attività fino agli inizi degli anni settanta, iniziando anche la produzione della carta igienica, questa iniziativa dette impulso per la futura attività della cartiera. Nel 1972 Marras abbandonò la cartiera di Domusnovas per trasferirsi ad Oristano e l’ azienda fu rilevata da una nuova società denominata Cartiera del Sulcis, a capo della quale si trovava il sig. Boncristiani ( in quel periodo vicepresidente della Confindustria)

Alla direzione tecnica fu posto il toscano sig. Corti che attuò un programma di rinnovamento soprattutto dei macchinari, una nuova caldaia ed una cabina elettrica, furono costruiti gli argini sul Rio San Giovanni e un ponte per attraversarlo in modo da far arrivare i mezzi pesanti fin dentro la cartiera. Fu questo uno dei periodi più floridi della cartiera domusnovese, infatti, in quel periodo l’ azienda occupava ben 45 operai oltre agli stagionali, cifra mai raggiunta nella sua lunga storia. Purtroppo anche in questo caso nonostante la buona volontà della nuova società, nel 1976 venne dichiarata fallita. Nel 1978 l’ azienda venne affidata, provvisoriamente, per conto del Giudice Fallimentare, alla ditta Sotgiu Moretto che attivò la linea per la produzione della carta in bobine.

Questa situazione precaria si concluse quando il sig. Sale Musio si aggiudicò l’ asta pubblica di vendita della cartiera che da quel moneto prese il nome di Cartiera Domus. Il nuovo imprenditore attuò una politica restrittiva lasciando a casa la maggior parte degli operai accontentandosi di produrre solamente carta igienica, smantellando invece le linee di produzione degli altri tipi di carte.

 

DESCRIZIONE STRUTTURE:

 

Le strutture sono suddivise fondamentalmente in 2 corpi principali:

  • Cartiera vecchia
  • Cartiera nuova

 

 

s_150_150_16777215_00_images_cartiera_vecchia_disegno.pngCARTIERA VECCHIA

La struttura è formata da due corpi di fabbrica, con volta a botte, adiacenti tra loro. Questa è la parte con maggior valenza storica. I muri perimetrali sono stati realizzati con mattoni in terra cruda (ladiri), tutt’ora visibili e in buone condizioni. Questa zona è la parte che si vorrebbe adibire a zona museale.

 

 

 

 

s_150_150_16777215_00_images_cartiera_nuova_ok.pngCARTIERA NUOVA

Questa struttura è formata da più corpi: un corpo principale e due corpi secondari adibiti, l’uno alla zona caldaia e servizi igienici per il personale della Cartiera, e l’altro in cui era localizzato il depuratore.

L’intervento più importante realizzato su questa struttura è l’installazione di un impianto fotovoltaico sulla copertura da 100 kW. Questa zona si vuole sfruttare per la realizzazione di un’area espositiva sia per la commercializzazione dei prodotti tipici della zona, sia per accogliere mostre itineranti.

Nella parte retrostante si realizzerà un centro benessere.

 

    

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Struttura gialla: zona commerciale e per esposizioni itineranti
Struttura ciano : zona uffici e casa
Struttura verde: area museale
Struttura rosa: centro benessere
Struttura arancio: shop museo
Struttura grigia: sala conferenze
Strutture lilla: aree servizio
Strutture rosse: zona ristoro